Nei titoli e nei testi troverete qualche rimando cinematografico (ebbene si, sono un cinefilo). Se non vi interessano fate finta di non vederli, già che non sono fondamentali per la comprensione dei post...

Di questo blog ho mandato avanti, fino a Settembre 2018, anche una versione in Spagnolo. Potete trovarla su El arte de la programación en C. Buona lettura.

sabato 7 ottobre 2017

Thread Ringers
come usare i thread in C - pt.3

Con questo post chiudiamo (in bellezza, spero) il mini-ciclo sui thread (Dead Ringers per gli amici).
...proprio l'immagine che uno si aspetta in un blog di programmazione...
Dopo gli esempi base delle prime due parti del ciclo (che avete appena riletto, vero? qui e qui), è il caso di fare un esempio reale di una delle tante applicazioni che possono avere i thread. E tra le tante ne ho scelto una che mi sembra interessante, ovvero un Socket Server multithread, dove ogni connessione con un Client remoto viene gestita con un thread separato. Una raccomandazione: prima di andare avanti dovreste rileggere un mio vecchio post, e cioè: Il Server oscuro - Il ritorno, che è una ideale introduzione all'argomento in corso, visto che descrive (e bene, spero) funzionalità e codice di un Socket Server single-thread. Tra l'altro (come noterete tra poco) il nuovo codice che vi mostrerò è parente strettissimo di quello mostrato nel vecchio post.

E ora bando alle ciance, vai col codice!

#include <stdio.h>
#include <stdlib.h>
#include <string.h>
#include <arpa/inet.h>
#include <errno.h>
#include <pthread.h>

#define BACKLOG   10      // per listen()
#define MYBUFSIZE 1024

// prototipi locali
void *connHandler(void *conn_sock);

int main(int argc, char *argv[])
{
    // test argomenti
    if (argc != 2) {
        // errore args
        printf("%s: numero argomenti errato\n", argv[0]);
        printf("uso: %s port [i.e.: %s 9999]\n", argv[0], argv[0]);
        return EXIT_FAILURE;
    }

    // crea un socket
    int my_socket;
    if ((my_socket = socket(AF_INET, SOCK_STREAM, 0)) == -1) {
        // errore socket()
        printf("%s: could not create socket (%s)\n", argv[0], strerror(errno));
        return EXIT_FAILURE;
    }

    // prepara la struttura sockaddr_in per questo server
    struct sockaddr_in server;          // (local) server socket info
    server.sin_family = AF_INET;
    server.sin_addr.s_addr = INADDR_ANY;
    server.sin_port = htons(atoi(argv[1]));

    // bind informazioni del server al socket
    if (bind(my_socket, (struct sockaddr *)&server, sizeof(server)) == -1) {
        // errore bind()
        printf("%s: bind failed (%s)", argv[0], strerror(errno));
        return EXIT_FAILURE;
    }

    // start ascolto con una coda di max BACKLOG connessioni
    if (listen(my_socket, BACKLOG) == -1) {
        // errore listen()
        printf("%s: listen failed (%s)\n", argv[0], strerror(errno));
        return EXIT_FAILURE;
    }

    // accetta connessioni da un client entrante
    printf("%s: attesa connessioni entranti...\n", argv[0]);
    pthread_t thread_id;
    socklen_t socksize = sizeof(struct sockaddr_in);
    struct sockaddr_in client;          // (remote) client socket info
    int client_sock;
    while ((client_sock = accept(my_socket, (struct sockaddr *)&client, &socksize)) != -1) {
        printf("%s: connessione accettata\n", argv[0]);
        if (pthread_create(&thread_id, NULL, &connHandler, (void*)&client_sock) == -1) {
            // errore pthread_create()
            printf("%s: pthread_create failed (%s)\n", argv[0], strerror(errno));
            return EXIT_FAILURE;
        }
    }

    // errore accept()
    printf("%s: accept failed (%s)\n", argv[0], strerror(errno));
    return EXIT_FAILURE;
}

// thread function per gestione connessioni
void *connHandler(void *conn_sock)
{
    // estrae il client socket dall'argomento
    int client_sock = *(int*)conn_sock;

    // loop di ricezione messaggi dal client
    int read_size;
    char client_msg[MYBUFSIZE];
    while ((read_size = recv(client_sock, client_msg, MYBUFSIZE, 0)) > 0 ) {
        // send messaggio di ritorno al client
        printf("%s: ricevuto messaggio dal sock %d: %s\n", __func__, client_sock, client_msg);
        char server_msg[MYBUFSIZE];
        sprintf(server_msg, "mi hai scritto: %s", client_msg);
        send(client_sock, server_msg, strlen(server_msg), 0);

        // clear buffer
        memset(client_msg, 0, MYBUFSIZE);
    }

    // loop terminato: test motivo
    if (read_size == -1) {
        // errore recv()
        printf("%s: recv failed\n", __func__);
    }
    else {
        // read_size == 0: il client si è disconnesso
        printf("%s: client disconnected\n", __func__);
    }

    return NULL;
}

Ok, non stiamo a raccontare di nuovo come funziona un Socket Server (già fatto nel vecchio post, rileggere attentamente, please), ma concentriamoci sulle differenze tra il codice single-thread e quello multithread: sicuramente avrete notato che sono praticamente identici fino alla fase di listen(), e anche dopo le differenze sono minime: la fase di accept() adesso è in un loop, e per ogni connessione accettata (di un Client remoto) viene creato un nuovo thread. E cosa esegue il thread? Esegue la funzione connHandler() che contiene, guarda caso, il loop di recv() che nel vecchio codice era eseguito subito dopo la fase di accept(). Anche il successivo test del motivo di uscita (prematura) dal loop è contenuto in connHandler(), e mostra il corretto segnale di errore (recv() error o client disconnected, in base al codice ritornato dalla recv()).

Cosa aggiungere? Semplice e super-funzionale: un Socket Server multithread con quattro righe di codice! Ovviamente la sintassi di creazione del thread e l'esecuzione della start_routine dello stesso sono identiche a quelle descritte qui. Per testare il nostro Socket Server è necessario compilare anche un Socket Client (ovviamente quello descritto nel mio vecchio post Il Client oscuro - Il ritorno), ed eseguire, ad esempio, una istanza del Socket Server e due istanze del Socket Client (in tre terminali diversi della stessa macchina, oppure su tre macchine diverse). Eseguendo sulla mia macchina (Linux, ovviamente) su tre terminali il risultato è il seguente:

Nel terminale 1:
aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$ ./sockserver-mt 9999
./sockserver-mt: attesa connessioni entranti...
./sockserver-mt: connessione accettata
./sockserver-mt: connessione accettata
connHandler: ricevuto messaggio dal sock 4: pippo
connHandler: ricevuto messaggio dal sock 5: pluto
connHandler: client disconnected
connHandler: client disconnected

Nel terminale 2:
aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$ ./sockclient 127.0.0.1 9999
Scrivi un messaggio per il Server remoto: pippo
./sockclient: Server reply: mi hai scritto: pippo
Scrivi un messaggio per il Server remoto: ^C
aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$

Nel terminale 3:
aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$ ./sockclient 127.0.0.1 9999
Scrivi un messaggio per il Server remoto: pluto
./sockclient: Server reply: mi hai scritto: pluto
Scrivi un messaggio per il Server remoto: ^C
aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$

notare che quando uno dei Client esce (con un CTRL-C, ad esempio) il Server se ne accorge e visualizza, come previsto, client disconnected... perfetto.

Ok, con i thread abbiamo finito. Adesso cercherò di pensare a qualche nuovo interessante argomento per il prossimo post. Come sempre vi invito a non trattenere il respiro nell'attesa...

Ciao e al prossimo post!

sabato 16 settembre 2017

Thread Ringers
come usare i thread in C - pt.2

Dove eravamo rimasti? Ah, si: nella prima parte di Dead Ringers (oops... Thread Ringers) avevamo introdotto l'argomento thread parlando della base, e cioè i POSIX Threads. Ora, come promesso, tenteremo di scrivere lo stesso esempio dello scorso post usando una interfaccia alternativa, e cioè i C11 Threads.
...ti spiego: io sono un POSIX thread e tu un C11 thread...
Una premessa che parte dal lato oscuro della forza (va beh, il C++): il committee ISO del C++ decise di introdurre, nella versione C++11, i thread all'interno del linguaggio. Quindi niente più uso diretto dei POSIX Threads attraverso (ad esempio) la libreria libpthread, ma uso diretto di costrutti del linguaggio. La realizzazione finale è stata (secondo me) brillante, ed i C++11 Threads sono una delle poche cose del C++11 che uso frequentemente (e già sapete cosa ne penso della brutta deriva del C++ pilotata dal committee ISO, se no andate a rileggervi quel post). Il committee ISO del C non poteva rimanere indietro, e quindi hanno pensato di fare la stessa cosa con il C11, quindi i thread adesso fanno direttamente parte del C... o no? Vi anticipo una considerazione: ho una stima del committee ISO del C maggiore di quella che ho del committee ISO del C++ (e non ci voleva molto...), ma in questo caso devo proprio dire che non ci siamo: a seguire vedremo perché.

Come sono stati pensati i nuovi C11 Threads? Allora, hanno preso tutte le funzioni e variabili che compongono i POSIX Threads e gli hanno cambiato il nome (e devo ammettere che quelli nuovi sono più semplici); inoltre, in alcuni casi (pochi, per fortuna), hanno cambiato i tipi dei codici di ritorno e degli argomenti delle funzioni. Punto. Geniale? Non proprio direi, e niente a che vedere con la soluzione brillante usata nel C++11. Motivi per usare questa nuova versione? Zero, direi, e non vi ho ancora esposto il problema principale...

Comunque, ho riscritto l'esempio dello scorso post usando i C11 Threads. Vai col codice!

#include <stdio.h>
#include <threads.h>
#include <string.h>
#include <unistd.h>

// creo un nuovo tipo per passare dei dati ai threads
typedef struct _tdata {
    int   index;      // thread index
    int   *comdata;   // dato comune ai threads
    mtx_t *lock;      // mutex comune ai threads
} tdata;

// prototipi locali
int tMyThread(void *arg);

// funzione main()
int main(int argc, char* argv[])
{
    int error;

    // init mutex
    mtx_t lock;
    if ((error = mtx_init(&lock, mtx_plain)) != thrd_success) {
        printf("%s: non posso creare il mutex (error=%d)\n", argv[0],  error);
        return 1;
    }

    // init threads
    thrd_t tid[2];
    tdata  data[2];
    int    comdata = 0;
    for (int i = 0; i < 2; i++) {
        // set data del thread e crea il thread
        data[i].index   = i;
        data[i].comdata = &comdata;
        data[i].lock    = &lock;
        if ((error = thrd_create(&tid[i], tMyThread, &data[i])) != thrd_success)
            printf("%s: non posso creare il thread %d (error=%d)\n", argv[0], i, error);
    }

    // join threads e cancella mutex
    thrd_join(tid[0], NULL);
    thrd_join(tid[1], NULL);
    mtx_destroy(&lock);

    // exit
    printf("%s: thread terminati: comdata=%d\n", argv[0], comdata);
    return 0;
}

// thread routine
int tMyThread(void *arg)
{
    // ottengo i dati del thread con un cast (tdata *) di (void *) arg
    tdata *data = (tdata *)arg;

    // thread loop
    printf("thread %d partito\n", data->index);
    int i = 0;
    for (;;) {
        // lock mutex
        mtx_lock(data->lock);

        // incrementa comdata
        (*data->comdata)++;

        // unlock mutex
        mtx_unlock(data->lock);

        // test counter per eventuale uscita dal loop
        if (++i >= 100) {
            // esce dal loop
            break;
        }

        // thread sleep (10 ms)
        usleep(10000);
    }

    // il thread esce
    printf("thread %d finito\n", data->index);
    return 0;
}

Come vedete il codice è praticamente identico, mi sono limitato a usare le nuove funzioni al posto di quelle vecchie (per esempio thrd_create() invece di pthread_create()), ho usato i nuovi tipi (per esempio mtx_t invece di pthread_mutex_t) e ho leggermente modificato il test dei valori di ritorno: poche differenze, devo dire, e, in alcuni casi, in peggio: ad esempio è sparito il parametro attr di pthread_create(), che (per semplicità) nello scorso esempio avevo lasciato a NULL, ma che a volte può risultare utile (leggere il manuale di pthread_create() per rendersene conto). Comunque si potrebbe dire (senza fare troppo gli schizzinosi) che la nuova interfaccia non ci offre nessun vantaggio sostanziale, ma neanche un peggioramento decisivo, quindi si potrebbe anche usare (de gustibus).

Ma cè un problema: pare che i C11 Threads non siano considerati una priorità per chi scrive i compilatori e le varie libc, quindi attualmente è difficile compilare/eseguire un programma come quello che ho mostrato. Perfino il nostro amato GCC (che di solito è il primo a fornire supporto per le ultime novità) non supporta i nuovi thread (in realtà a causa della mancata integrazione nella glibc). Quindi, se proprio volete usarli a tutti i costi, dovrete aspettare che qualche compilatore/libreria fornisca il supporto completo, oppure, ad esempio, usare la libreria c11threads che non è altro che un wrapper che simula i C11 Threads usando i POSIX Threads.

Io, alla fine, ho compilato l'esempio usando quella che (credo) sia la soluzione più interessante attualmente disponibile: ho installato nel mio sistema la musl libc che è una libc alternativa alla glibc, ed è dotata di un wrapper per GCC (musl-gcc): musl fornisce (su Linux) il supporto completo al C11, thread inclusi. Una volta compilato il programma si comporta correttamente, come potete vedere qui sotto:

aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$ musl-gcc c11thread.c -o c11thread
aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$ ./c11thread 
thread 0 partito
thread 1 partito
thread 1 finito
thread 0 finito
./c11thread: thread terminati: comdata=200

Ma il gioco vale la candela? No, per quel che mi riguarda continuerò ad usare i POSIX Threads, che uso da anni e rimangono il riferimento d'eccellenza. Ed un ultimo appunto: a prescindere da quello che stiamo usando (C11/C++11 threads) è molto probabile che, sotto sotto, ci siano i POSIX Threads (è vero in molte implementazioni). E se quando compilate dovete aggiungere il flag -pthread allora il dubbio diventa una certezza, visto che con questo flag usate libpthread ovvero la libreria dei POSIX Threads. Meditate gente, meditate...

Ciao e al prossimo post!

giovedì 24 agosto 2017

Thread Ringers
come usare i thread in C - pt.1

I thread sono un po' come i gemelli del capolavoro del grande David Cronenberg: hanno la stessa origine, sembrano uguali ma sono diversi.
...ti spiego: io sono il thread A e tu sei il B...
In questo post (che è il primo di una breve serie) vedremo un esempio semplice semplice di come usare i thread in C: ovviamente l'argomento è molto vasto e complicabile a piacere, ma il nostro esempio contiene già le basi per capire come funziona il tutto, ovvero: la creazione, la sincronizzazione e la distruzione dei thread. Ovviamente in questa prima parte cominceremo usando la versione base (quasi) universale, ovvero useremo i POSIX Threads. E ora bando alle ciance, vai col codice!

#include <stdio.h>
#include <pthread.h>
#include <string.h>
#include <unistd.h>

// creo un nuovo tipo per passare dei dati ai thread
typedef struct _tdata {
    int             index;      // thread index
    int             *comdata;   // dato comune ai thread
    pthread_mutex_t *lock;      // mutex comune ai thread
} tdata;

// prototipi locali
void* tMyThread(void *arg);

// funzione main()
int main(int argc, char* argv[])
{
    int error;

    // init mutex
    pthread_mutex_t lock;
    if ((error = pthread_mutex_init(&lock, NULL)) != 0) {
        printf("%s: non posso creare il mutex (%s)\n", argv[0],  strerror(error));
        return 1;
    }

    // init threads
    pthread_t tid[2];
    tdata     data[2];
    int       comdata = 0;
    for (int i = 0; i < 2; i++) {
        // set data del thread e crea il thread
        data[i].index   = i;
        data[i].comdata = &comdata;
        data[i].lock    = &lock;
        if ((error = pthread_create(&tid[i], NULL, &tMyThread, (void *)&data[i])) != 0)
            printf("%s: non posso creare il thread %d (%s)\n", argv[0], i, strerror(error));
    }

    // join thread e cancella mutex
    pthread_join(tid[0], NULL);
    pthread_join(tid[1], NULL);
    pthread_mutex_destroy(&lock);

    // exit
    printf("%s: thread terminati: comdata=%d\n", argv[0], comdata);
    return 0;
}

// thread routine
void* tMyThread(void *arg)
{
    // ottengo i dati del thread con un cast (tdata*) di (void*) arg
    tdata *data = (tdata *)arg;

    // thread loop
    printf("thread %d partito\n", data->index);
    int i = 0;
    for (;;) {
        // lock mutex
        pthread_mutex_lock(data->lock);

        // incrementa comdata
        (*data->comdata)++;

        // unlock mutex
        pthread_mutex_unlock(data->lock);

        // test counter per eventuale uscita dal loop
        if (++i >= 100) {
            // esce dal loop
            break;
        }

        // thread sleep (10 ms)
        usleep(10000);
    }

    // il thread esce
    printf("thread %d finito\n", data->index);
    return NULL;
}

Ok, come vedete è ampiamente commentato e quindi è auto-esplicativo, per cui non mi dilungherò sulle singole istruzioni e/o gruppi di istruzioni (leggete i commenti! sono li per quello!), ma aggiungerò, solo, qualche dettaglio strutturale. Supponendo che già sappiate cosa sono e a cosa servono i thread (se no leggetevi prima qualche guida introduttiva, in rete ce ne sono di ottime) il flusso del codice è evidente: prima bisogna creare un mutex (con pthread_mutex_init()) per sincronizzare i thread che useremo, poi bisogna inizializzare i dati da passare ai thread e creare (con pthread_create()) i due thread del nostro esempio (init dati e creazione li ho messi in un loop di 2, ma si potevano anche scrivere ripetendo due volte i passi, ovviamente). Infine il main() si mette in attesa (con pthread_join()) della terminazione dei thread e, quando sono terminati, distrugge il mutex (con pthread_mutex_destroy()) ed esce.

Come si nota pthread_create() ha quattro parametri, che sono (nell'ordine): un pointer a un thread descriptor che identifica univocamente il thread creato, un pointer a un contenitore di attributi del thread da creare, un function pointer alla funzione che esegue il thread e, infine, un pointer all'unico argomento che si può passare alla funzione suddetta. In particolare, nel nostro esempio (semplice semplice), ho usato gli attributi di default (usando NULL per il secondo parametro), e ho creato (con typedef) un nuovo tipo ad-hoc per passare più parametri alla funzione che esegue il thread, sfruttando il fatto che l'argomento di default è un void* che si può facilmente trasformare (con una operazione di cast) in qualsiasi tipo complesso (nel nostro caso nel nuovo tipo tdata).

In questo esempio i due thread creati eseguono la stessa funzione, che ho chiamato tMyThread() (ma avrebbero anche potuto eseguire due funzioni completamente differenti: in questo caso, ovviamente, avrei dovuto scrivere una tMyThread1() e una tMyThread2()). Il flusso della funzione è molto semplice: prima esegue un cast sull'argomento arg per poter usare i dati del tipo tdata, poi entra in un classico thread-loop infinito con uscita forzata: nel nostro caso esce quando l'indice i arriva a 100, ma in un caso reale si potrebbe, per esempio, forzare l'uscita solo in caso di errore. Notare che il thread-loop usa una sleep di 10 ms (usando usleep()): provate a dimenticarvi di mettere la sleep in un thread-loop veramente infinito e vedrete i salti di gioia che farà la CPU del vostro PC!

Come si nota il tipo tdata contiene un indice tipico del thread (nel nostro caso è 0 o 1) e i pointer ai due dati comuni (locali al main()) che sono comdata e lock. Quindi cosa esegue il thread-loop? Visto che è un esempio semplice, si limita a incrementare il dato comune comdata inizializzato nel main() e lo fa in maniera sincronizzata usando pthread_mutex_lock() e pthread_mutex_unlock() sul mutex comune lock: questo serve per evitare che i due thread accedano contemporaneamente a comdata.

Compilando con GCC su macchina Linux (ovviamente) ed eseguendo, il risultato è:

aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$ gcc thread.c -o thread -pthread
aldo@ao-linux-nb:~/blogtest$ ./thread 
thread 0 partito
thread 1 partito
thread 1 finito
thread 0 finito
./thread: thread terminati: comdata=200

Che è quello sperato. Nel prossimo post parleremo di una interfaccia alternativa ai POSIX Threads. E, come sempre, vi raccomando di non trattenere il respiro nell'attesa...

Ciao e al prossimo post!

P.S.
Come ben sapete questo è un blog di programmazione con un anima cinefila, per cui vi segnalo (con grande tristezza) che il mese scorso ci ha lasciati un grande maestro. R.I.P., George.